Perugia - 100dieci cafè
Ci troviamo ai margini del centro storico di Perugia e nello stesso tempo nel cuore della cittadella universitaria. Il luogo, denominato “La Conca” rappresenta un nodo di vitale importanza per le attività universitarie. Il progetto è teso a trovare forme rappresentative consone ai nuovi valori e ai servizi proposti al mondo universitario.
Il progetto degli interni vive teso tra i due poli della funzionalità massima, diurno/notturno, e perciò sottoposto ad uno sforzo enorme dell’uso della quantità di persone che lo affollano, e dell’intensità del consumo dell’immagine a cui è condizionato che lo induce a cambiare pelle con incessante velocità. Il “bancone del bar” diventa macchina scenica, si illumina, detta il ritmo; le sale studio e quelle di lettura lasciano il posto ad uno spazio aperto che spinge verso l’esterno, il giardino new tech, e contemporaneamente si avvicina allo sala polivalente che è diventata, nel frattempo, uno spazio per la musica live.
Il giorno cede il passo alla notte; l’attività dello studio cede il passo al divertimento; gli spazi mutano. Più si avvicina la vita della notte più gli spazi della caffetteria diventano scenografie allestitive che possono mutare e offrono l’occasione per sperimentare linguaggi ed atmosfere nuove, fantastiche, ludiche, surreali con una libertà assoluta. Diventano luoghi dell’effimero fortemente contaminati dai trends della moda, dal gusto e dai consumi perlopiù giovanili.
D’altra parte c’è una grande libertà nel progetto che si dota di una spettacolarità innovativa e magari rivoluzionaria che si colloca nel segno della sperimentazione. E’ una macchina per produrre spettacolo, quasi una forma d’arte totale, che controlla tutte le variabili del progetto da quelle tecnologiche all’immagine, dal corporate image al look. Abitare la notte è come liberare una dimensione dello spirito che si libera dalle costrizioni dei ruoli sociali e produttivistici delle ore del giorno. Il luogo della notte può essere lo spazio carnevalesco esteso lungo tutto l’arco del fine settimana. Può essere il regno della trasgressione, ma innanzitutto è il luogo dove i giovani elaborano le proprie strategie del piacere, e dove, quindi trovano libero sfogo anche il gioco della moda e dell’apparire.