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Firenze - 2 ponti sull'Arno

La concezione della forma strutturale dei due ponti è genesi e principio ordinatore dell’architettura della strada e dell’intero ambiente attraversato dal tracciato. Adottando, con originalità e innovazioni, tecniche e tecnologie, la stessa costituzione del ponte è matrice di una “grande infrastruttura” fondata sulla “leggerezza” dell’opera d’arte, nell’attraversamento, resa immateriale dal disegno della luce, poi confermata, in una continuità di riverberi e di riflessi, nella trama del paesaggio tra i due poli di entrata e uscita della variante sull’Arno. Il fondamento genetico dell’opera, che è anche linguaggio di una nuova architettura del ponte, è il passaggio dai cinque archetipi strutturali del guscio, dello schema reticolare, dell’arco, dello strallo e della sospensione ad un nuovo originale sistema strutturale, che li compone insieme con l’ordito della tessitura di aste secondo una geometria spaziale tra il triangolo d’inizio sino all’arco a sesto acuto finale, (i due portali di testata di ciascun ponte). Il progetto conferma i caratteri propri della centralità e della struttura morfologica del contesto ambientale, in armonia anche al principio ordinatore e costitutivo della forma del ponte: cioè la luce che trafora le tessiture geometriche, i colori e i materiali. E aggiunge architettura ad un paesaggio di cerniera e di snodo per la mobilità di attraversamento veloce e la mobilità lenta della bicicletta e del pedone, occasioni spaziali per gli abitanti e per gli interessati ai vari servizi che possono nascere in relazione al godimento del parco fluviale e all’uso dello snodo infrastrutturale tra le due sponde dell’Arno. All’interno del ‘cratere’ la composizione del paesaggio è affidata ad un duplice ordine semplice orientato dalla geometria di un uliveto e di una vigna, entrambe vegetazioni della ‘campagna toscana’: in basso, dalla quota della sede stradale sino al bordo superiore dell’ansa del fiume, il terreno modellato, lievemente ondulato a dune con sesti paralleli a piccoli scarti di quota, piantumato con filari di viti, perpendicolari al tracciato stradale sino al margine alberato, in alto, ad una quota leggermente più alta della sede stradale, su un terreno pianeggiante, la piantumazione di filari di ulivi paralleli secondo la linea della strada.

Il progetto è stato redatto con J.J. Arenas, MCA, PGreco, B.Guarino (strutture) P. Culotta, N. Piazza, (architettura) J. A. Ribeiro F. Nunes, (Paesaggio), G. Lopes (collaboratore)