Palermo - AXXS
Nel pensare a questo tema, ci siamo interrogati sul “senso”, tradizionalmente inteso, della funzione dell’archivio. Archivio: si pensa ad ambienti nei quali la vita si presenta sospesa, in attesa di un segno dato dalla riscoperta, temporanea, del “dato interessante” ad opera di uno studioso; a luoghi silenziosi e dai colori spenti; spazi, dove le relazioni tra gli individui sono finalizzate al compito del catalogare e custodire per sedimentare la memoria. Nel percorso progettuale si è tentato il superamento dell’accezione diffusa di archivio, inteso come “cosa dura", come un insieme di dati statico. Abbiamo ipotizzato che a questa immagine, per noi negativa, se ne dovesse sovrapporre un’altra, quale risultato di una trasformazione dei diversi processi dell’archiviazione - in opportunità di relazione tra le persone, in sistema di spazi dinamici, in forma di “luogo” attivo e rappresentativo della città mediterranea di Palermo. Il nostro archivio sarà un luogo dove i “dati” prendono forma e riconoscibilità: si trasformano da elementi informativi in elementi comunicativi. Il nostro centro ha un nome: si chiama A.X.X.S – gli Archivi dell’Architettura del XX secolo in Sicilia. Per rafforzare la sua funzione comunicativa, l’A.X.X.S dialoga direttamente con la circumvallazione; si allinea e mostra il suo lato dominante alla Palermo veloce in auto. Grazie al rapporto con questo segno urbano, elemento di collegamento e connessione tra le parti, l’archivio comunica con tutta Palermo. La sua passerella pedonale è segnale diretto, schermo informativo e mutevole, appropriato alla moderna percezione veicolare. Tutto il sistema diviene elemento di chiusura spaziale, testata e filtro del retrostante parco dell’ex ospedale psichiatrico. Questo carattere si modifica nella parte retrostante, che nel relazionarsi con lo “spazio aperto” del parco dell’ex ospedale, stabilisce nuovi caratteri di urbanità con una maggiore articolazione delle volumetrie degli ambienti espositivi e delle sistemazioni esterne.
Il progetto è stato redatto con G. Matassa e L. Gioino
PROGETTO A INVITO